Naughty Bear 2 in fase di sviluppo nonostante il primo flop

 Avrebbe potuto stupire tutti visto che sulla carta il progetto di presentava in modo particolarmente attraente e seduttivo, prendendo in prestito un protagonista che di solito si considera in modo totalmente positivo, trasformandolo in una sorta di arma di distruzione di massa. Chi l’avrebbe mai detto che un tenero orsetto di peluche avrebbe mai potuto diventare una sorta di killer professionista? Eppure all’interno del mondo dei videogiochi succede anche questo.

Disponibile ormai tranquillamente su console, il nome di questo progetto che si presentava come entusiasmante e delizioso è Naughty Bear e mette proprio in luce la cattiveria insita in un dolcissimo orsetto di peluche, tenero amico di sempre di ogni bambino, trasformato per gelosia nei confronti di un evento, il terrore più puro per i suoi simili, dando il via ad una sorta di gioco d’azione in cui far soffrire altre pallottole di pelo.

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La loro immagine è indissolubilmente legata a dei luoghi magici ed affascinanti nonostante rappresentassero un vero e proprio pericolo per le ignare vittime che si ritrovavano letteralmente spacciati al loro silenzioso passaggio. Sensibilità acutissima, agilità fuori dal comune e tante caratteristiche che vengono quasi sempre associate alla maestria di un felino piuttosto che ad un uomo, fanno del ninja una figura magica ed intrigante.

Uomini ma anche donne dalle sembianze nascoste ma veloci come gazzelle, silenziosi come serpenti striscianti ed agili come pantere che si addentrano nella notte più profonda. Ecco come vengono idealizzati i ninja ai giorni nostri e come personaggi carismatici di un mondo che non esiste più, sono stati più volte presi in considerazione per la realizzazione di particolari giochi che vedevano come protagonisti proprio questi killer del passato.

Naughty Bear, il primo video dell’orsetto killer


Tutti noi ne abbiamo avuto uno quando eravamo piccoli, un grazioso compagno di giochi che probabilmente ha anche rappresentato il primo regalo che molti di noi hanno ricevuto quando ancora andavamo avanti a suon di pappette e pannolini e dormivamo ancora felici e sereni in una morbida e comoda culla, accompagnati dai movimenti affascinanti di dolci apine che si muovevano a suon di ninna nanna sulla nostra testa.

Un tenero peluche da abbracciare nelle notti di riposo, un dolcissimo amichetto da coccolare e da stringere per sentirci meno soli quando il viso della mamma non spuntava al di là della protezione della culla. Un amichetto peloso da tenere sempre con sé e da trasformare all’occorrenza in invitato ad un the coi pasticcini o, magari già un po’ più grandicelli, compagno di mille scoperte e giochi più complessi. Fatto sta che tutti noi abbiamo avuto un orsetto di peluche.

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